Scozia Winter Edition: Itinerario di Una Settimana
All’inizio di dicembre, ho saputo che la mia azienda avrebbe chiuso per una settimana. Quale migliore occasione per organizzare un viaggio invernale? Inizialmente avevamo pensato di andare in un luogo caldo portando con noi solo un costume e un asciugamano. Tuttavia, l’idea di prendere il sole su un lettino non ci allettava molto: avevamo voglia di avventura e di un viaggio on the road.
La seconda opzione era visitare una capitale europea, ma dedicare una settimana intera a una sola città ci sembrava troppo. Guardando e riguardando la cartina dell’Europa abbiamo avuto un’illuminazione: “Perché non andare in Scozia?” È vicina, i voli non costano molto ed è un viaggio che desideriamo fare da tempo. L’unico potenziale problema potrebbe essere il meteo e la possibilità di rimanere intrappolati in una bufera di neve.
Alla fine, il 10 dicembre abbiamo acquistato i biglietti per Edimburgo e organizzato il nostro viaggio in Scozia. È stata la scelta migliore che potessimo fare!
- Viaggio on the road in Scozia tra paesaggi mozzafiato
- Giorno 1: Falkirk – Stirling – Glasgow
- Giorno 2: Luss – Loch Lomond – Glencoe – Fort WIlliam – Loch Cluanie
- Giorno 3: Kilt Rock – Dunvegan Castle – Neis Point – Portree – Kyle of Lochalsh
- Giorno 4 – Eilean Donan Castle – Fort Augustus – Urquhart Castle – Inverness – Aberdeen
- Giorno 5: Aberdeen – Dunnottar Castle – Edimburgo
- Giorno 6: Edimburgo
- Dove Abbiamo Dormito in Scozia
- Riflessioni e ricordi della Scozia
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Viaggio on the road in Scozia tra paesaggi mozzafiato
Scopri cosa vedere e fare in una settimana in Scozia con il nostro itinerario completo. Esplora le attrazioni principali e pianifica il tuo viaggio perfetto. Per creare l’itinerario perfetto abbiamo:
- Selezionato i posti imperdibili: Abbiamo fatto una lista dei luoghi che volevamo assolutamente vedere, come il Castello di Edimburgo, le Highlands, il Loch Ness e l’Isola di Skye.
- Calcolato le distanze: Con la mappa alla mano, abbiamo calcolato le distanze tra le varie tappe per assicurarci che il nostro piano fosse realistico e non troppo stressante.
- Definito i chilometri giornalieri: Abbiamo deciso quanti chilometri avremmo voluto percorrere ogni giorno, tenendo conto delle pause per godere appieno dei paesaggi e delle attrazioni.
- Scelto dove dormire: Abbiamo selezionato una combinazione di B&B accoglienti, hotel e qualche alloggio unico per rendere il nostro soggiorno ancora più speciale.
- Prenotato tutto: Una volta definiti i dettagli, abbiamo prenotato voli, alloggi e un’auto a noleggio per muoverci liberamente.

Il nostro itinerario di 6 giorni in Scozia lo trovate al seguente link: https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1wiLGG7J3ZJUwqJoQA0EBEygqw08hWyo&usp=sharing
Giorno 1: Falkirk – Stirling – Glasgow
Siamo partiti da Roma con Ryanair alle 10:10, arrivando a Edimburgo alle 12:30. Appena arrivati abbiamo ritirato l’auto da Enterprise. La cosa più difficile nell’organizzazione è stata proprio trovare una macchina disponibile: Europcar non ne aveva più e altre società di noleggio richiedevano una cauzione troppo alta. Con Enterprise ci siamo trovati davvero bene, abbiamo noleggiato una Ford con cambio automatico (secondo noi fondamentale per semplificare la guida a sinistra) tramite Booking, e aggiunto l’assicurazione. La cauzione richiesta era di soli €230 restituita al termine del noleggio.
La nostra prima tappa sono i Kelpies di Falkirk, le statue equestri più grandi del mondo realizzate dallo scultore Andy Scott come tributo ai cavalli da tiro scozzesi e a un’antica leggenda.
Un Kelpie è un demone che si trova sulla riva dei laghi scozzesi sotto forma di un docile e bellissimo cavallo bianco. I passanti o i pescatori che provano a cavalcarlo e domarlo non potranno più scendere e saranno trascinati sott’acqua per sempre.

Dopo aver ammirato le imponenti statue, abbiamo fatto una sosta rapida da McDonald’s per placare i brontolii dello stomaco e poi siamo partiti per Stirling. Abbiamo parcheggiato ai piedi della collina per passeggiare e conoscere un po’ la città prima di raggiungere l’imponente castello di Stirling, protagonista di grandi battaglie scozzesi. Purtroppo, al nostro arrivo (16:15), il castello era già chiuso e abbiam visto solo l’esterno godendoci il panorama.
Ci siamo diretti poi al Wallace Monument, una torre situata su una collina a nord di Stirling per commemorare sir William Wallace, ma per raggiungerlo era necessario percorrere un sentiero a piedi ma al buio non era possibile farlo, quindi anche in questo caso ci siamo accontentati della vista esterna.
Un po’ sconfitti ci siamo messi in viaggio per la nostra ultima tappa del giorno: Glasgow! Dopo aver lasciato i bagagli in albergo, siamo usciti subito per scoprire la città più grande di Scozia, dopo pochi passi capiamo che il 1 gennaio è festa nazionale e tutti i negozi, pub e ristoranti sono chiusi. Continuando a girovagare per la città abbiamo trovato il mercatino di Natale in George Square, mi piacerebbe dirvi che è imperdibile ma troviamo solo altri quattro turisti e qualche gioco per bambini.
Arrivata l’ora di cena abbiamo cercato i locali consigliati dalla Lonely Planet, ma erano tutti chiusi. Continuiamo a vagare alla ricerca di un posticino per la cena e finalmente troviamo il pub Drum & Monkey, qui fortunatamente oltre a servire birre cucinano anche ottimi piatti tipici. Abbiamo assaggiato la zuppa del giorno, un sostanzioso fish and chips, due birre e ci siamo goduti la nostra prima serata scozzese.
Il primo giorno abbiamo percorso circa 120 km e guidato 1:50 h.
Giorno 2: Luss – Loch Lomond – Glencoe – Fort WIlliam – Loch Cluanie
Alle 9 ci siamo messi in viaggio diretti verso Luss, un grazioso paesino sulla riva del Loch Lomond, il lago più grande del Regno Unito. Passeggiando tra le stradine e le abitazioni tipiche della Scozia siamo giunti al molo da cui d’estate partono tantissimi tour. La vista era stupenda: il lago delineato dalle colline che scompaiono tra le nuvole, diventando un tutt’uno con il cielo.

Ripartiti, abbiamo percorso la A82, la strada più panoramica della Scozia. A sinistra montagne e colline, a destra il lago che ci accompagna per un lungo tratto. Poi il paesaggio cambia e il lago viene sostituito da lunghe distese fino a trovare il Buachaille Etive Mòr, che segna l’ingresso della famosa valle di Glencoe.
In un paesaggio innevato ci siamo fermati a osservare le Three Sisters, tre montagne molto simili tra loro. Incantati dalla maestosità e bellezza del luogo abbiamo deciso di pranzare al Clachaig Inn, una baita con ristorante e camere. Per immergerci nella cultura locale scegliamo di prendere: la zuppa, l’haggis (piatto tipico che dovevamo assolutamente assaggiare), salmone e toffee pudding, accompagnati da birra e sidro.

Ripreso il viaggio siamo arrivati a Fort William, una città carina con una lunga zona pedonale. Anche il 2 gennaio è festa nazionale e quasi tutti i negozi sono chiusi tranne alcuni shop di sport e souvenir. Infine, ci siamo diretti al Cluanie Inn, un albergo sul lago Cluanie nel bel mezzo del nulla, con un ristorante accogliente. Le camere in puro stile nonna scozzese e la posizione strategica lo hanno reso il luogo perfetto per continuare il nostro tour.
Abbiamo percorso 260 km e guidato circa 4 h.
Giorno 3: Kilt Rock – Dunvegan Castle – Neis Point – Portree – Kyle of Lochalsh
Il terzo giorno l’abbiamo dedicato all’isola di Skye. Anche se tutti sconsigliavano di andarci in inverno e con pochi giorni a disposizione, abbiamo fatto di tutto per inserirla nel nostro itinerario e non ce ne siamo assolutamente pentiti. Siamo partiti alle 9 dall’albergo dirigendoci direttamente a nord dell’isola. Durante il tragitto, i panorami erano sempre stupendi: il mare, i laghi, le pecore e i paesaggi a noi nuovi ci hanno costretti a fermarci spesso per ammirarli.

Dopo un’ora e cinquanta, arriviamo a Kilt Rock, una scogliera a picco sul mare le cui rocce ricordano le pieghe del kilt e da cui scende una cascata immensa. Per noi il posto è molto più bello in foto che dal vivo, c’è una terrazza da cui poter ammirare il panorama e scattare qualche foto ma non è possibile camminare sulla scogliera. Lo so, guardando la foto penserete che siamo pazzi, non neghiamo che il posto sia bello, ma fidatevi, dal vivo rende meno.
Ci rimettiamo in auto per andare verso il Dunvegan Castle e, quando arriviamo, scopriamo che è chiuso per manutenzione fino alla primavera. Come noi, anche tante altre persone rimangono deluse e riusciamo ad entrare solo in parte dei giardini per vederlo da lontano. Ci fermiamo poi al paese di Dunvegan per trovare un posto in cui pranzare, ma capiamo che è bassa stagione e che tutto è chiuso. Così mangiamo un pacco di patatine che abbiamo in auto mentre raggiungiamo la terza tappa del giorno (consigliamo di portare sempre degli spuntini in auto per le emergenze).
Le strade che percorriamo sono a una sola corsia ma a doppio senso di marcia; se si incontra un’altra auto bisogna fermarsi nelle aree di sosta i passing place, far passare l’altra macchina e poi ripartire. Arriviamo al parcheggio di Neist Point, alziamo lo sguardo e rimaniamo senza parole. Per me, che parlo sempre e ho sempre qualcosa da raccontare, è davvero un evento unico. Il paesaggio non si può descrivere e le foto stavolta non rendono giustizia, ma capiamo che è il posto più bello che abbiamo visitato finora. È possibile seguire un sentiero per raggiungere il faro e, anche se piove, fa freddo e c’è vento, camminiamo in silenzio fino alla punta e ci godiamo il paesaggio.

Con il cuore pieno di stupore e la paura di poter dimenticare un luogo tanto bello, ci rimettiamo in viaggio per vedere Portree, la città dell’isola caratterizzata dalle casette colorate che mi ricorda tanto Procida. Facciamo una passeggiata al porto, i ristoranti sono chiusi d’inverno ma è comunque carino da vedere.
Ci dirigiamo poi nella strada principale ed entriamo in una piccola libreria dove acquistiamo un libro di miti e leggende scozzesi che siamo curiosi di leggere. Camminiamo ancora un po’ ma ormai è tardi e stanno chiudendo tutti, così ripartiamo per Kyle of Lochalsh, ultima tappa del giorno. Il nostro albergo per la notte è il Kyle Hotel, che sembra piccolo ma in realtà nasconde un numero indefinito di stanze. Usciamo subito per scoprire anche questo paesino e cenare in un ristorante in zona ma lo troviamo chiuso, così andiamo al pub dell’albergo dove prendiamo la solita zuppa che ormai adoro, fish and chips e la pie, una torta salata con carne buonissima.
Abbiamo percorso 310km e guidato circa 5h, il viaggio è stato lungo ma fermarsi spesso e vedere dei paesaggi stupendi ha alleggerito tutto.
Giorno 4 – Eilean Donan Castle – Fort Augustus – Urquhart Castle – Inverness – Aberdeen
Dopo una bella colazione con pancake partiamo per Eilean Donan Castle, il più conosciuto e fotografato di tutta la Scozia. Si trova su un’isoletta nel lago Duich collegata alla terraferma da un bellissimo ponte. Il castello è chiuso a gennaio, ma è comunque possibile attraversare il ponte e vederlo dall’esterno. In vari punti del complesso ci sono dei QR code che consentono di scoprire alcune leggende scozzesi.

Ripartiamo per andare alla scoperta del Loch Ness, il lago più famoso al mondo abitato dal temuto Nessie che ora è diventato la mascotte del posto. Ci fermiamo a Fort Augustus, un piccolo e grazioso paesino che consente di avere una vista esclusiva del lago e da cui d’estate partono tanti tour in barca per cercare di avvistare Nessie.

Riprendiamo a percorrere l’A82 che costeggia il lago e ci fermiamo all’Urquhart Castle, di cui rimangono solo le rovine, ma è possibile vedere la ricostruzione, conoscere chi lo abitava e godere dello splendido panorama sul Loch Ness.
Ci rimettiamo in viaggio per andare a Inverness, capitale delle Highlands, con un’ottima posizione sulle rive del fiume Ness. Ci fermiamo a pranzo da Coyote Burger dove prendiamo due panini e poi passeggiamo tra le strade della città per conoscerla un po’. Verso le 17 ripartiamo per Aberdeen e raggiungiamo il nostro hotel The Globe Inn, in realtà è un delizioso pub scozzese al cui piano superiore ha 7 camere pulite e curate. Stavolta non proviamo a trovare un altro ristorante per la cena ma restiamo al pub, che ha una bella atmosfera ed è frequentato da molte persone locali.
Abbiamo percorso 315 km e guidato 4 ore e 45 minuti.
Giorno 5: Aberdeen – Dunnottar Castle – Edimburgo
Per la prima volta facciamo la colazione scozzese a base di uova strapazzate e porridge, poi iniziamo a girare un po’ per Aberdeen, che è una vera e propria città con strade larghe, catene di negozi, parchi e una splendida università. Verso le 11 partiamo per il Dunnottar Castle, di cui rimangono solo le rovine. Costruito a picco sul mare e considerato inespugnabile è uno dei castelli più bello della scozia e merita di essere visitato. Dal parcheggio bisogna camminare un po’ per raggiungerlo e man mano che ci si avvicina il panorama diventa sempre più affascinante. È possibile visitare il castello ed entrare in alcuni edifici immedesimandosi in un vecchio lord.

Riprendiamo l’auto e facciamo una pausa pranzo da The Marine Hotel, famoso per il suo pescato del giorno che in effetti era davvero buono, e poi ci dirigiamo verso Edimburgo, l’ultima tappa del nostro viaggio in Scozia.
Dopo aver lasciato i bagagli in albergo, scegliamo di fare un giro in centro e andiamo prima ai mercatini di Natale di St Andrews Square, che sono deserti, e poi a quelli dei giardini di East Princes Street, che è un vero e proprio villaggio di Natale pieno di artigiani, cibo di tutto il mondo e giostre.
Fa troppo freddo per mangiare al mercatino e scegliamo di cenare da Wings, un locale che serve ali di pollo e patatine da poter abbinare a 50 salse fatte in casa. Il locale ha uno stile non ben definito ma mette allegria; i camerieri sono sorridenti e gentili e l’idea di mangiare frittura e salse hot ci diverte molto. Torniamo in albergo con Bolt e ci prepariamo per l’ultimo giorno in Scozia.
Abbiamo percorso 215 km e guidato 2 ore e 50 minuti
Giorno 6: Edimburgo
L’ultimo giorno non abbiamo la colazione inclusa e decidiamo quindi di andare da Starbucks per iniziare la giornata. Prendiamo poi un bus che ci porta all’Holyrood Palace, fondato come monastero nel 1128 e divenuto successivamente la residenza dei sovrani di Scozia, tra cui Maria Stuart. Il palazzo è maestoso ed è possibile visitarne le numerose stanze, ma noi, avendo un solo giorno a disposizione in città, abbiamo preferito non entrare e continuare il nostro itinerario a piedi. Accanto alla residenza si trova il Parlamento scozzese; immaginavamo che fosse in una struttura antica con una lunga storia, invece è in un edificio di recente costruzione.
Continuiamo a passeggiare percorrendo la Royal Mile, che collega l’Holyrood Palace al Castello di Edimburgo. Questa strada è piena di negozi e soprattutto di artisti che, vestiti con il tradizionale kilt, suonano la cornamusa creando una perfetta atmosfera. Arriviamo al Castello, protagonista indiscusso della storia scozzese, e ci godiamo il panorama sulla città. Scegliamo poi di andare alla famosa Victoria Street, che ha ispirato J.K. Rowling per costruire Diagon Alley. In effetti si respira un’aria magica e ho amato passeggiare, vedere le vetrine dei negozi ed immaginare di essere in un luogo incantato. Ci sono in particolare due botteghe dedicate a Harry Potter, una delle quali dovrebbe essere quella che ha ispirato la realizzazione di Olivander: “E’ la bacchetta a scegliere il mago sig. Potter!”

Presi dalla magia, siamo andati anche a Greyfriars Kirkyard, il cimitero in cui c’è la tomba di Tom Riddle, un uomo comune che improvvisamente si è trovato ad essere l’Oscuro Signore e la cui tomba viene visitata ogni giorno dai fan della saga. Ci ha molto stupiti questo luogo perché a differenza dei nostri cimiteri, che solitamente sono luoghi chiusi e un po’ inquietanti e malinconici, al Greyfriars abbiamo visto persone fare jogging e passeggiare con cani e bambini come in un parco.
Facciamo una pausa pranzo da Bertie’s e prendiamo l’ultimo fish and chips della vacanza e la pie più buona della settimana. Ci dirigiamo poi a Calton Hill, la collina da cui sono state scattate le foto più famose della città e che è perfetta per vedere il tramonto. Verso le 19 percorriamo Princes Street per tornare in albergo e prepararci alla cena.
Per l’ultima sera in Scozia, ci siamo regalati una cena da Skuah, un ristorante consigliato dalla guida Micheline. L’ambiente è molto particolare: l’arredamento, le pareti e quasi tutti gli elementi sono neri. So che penserete che sia un luogo angusto, ma invece è così curato e innovativo da diventare sofisticato e romantico. Scegliamo il menù degustazione da 7 portate abbinato alla degustazione di vini. I piatti sono buoni, ma 6 vini, tutti diversi e particolari, sono troppi. Con il senno di poi, avremmo preferito una sola bottiglia da abbinare a tutto il menù.

Dopo cena, andiamo a dormire ma la sveglia suona alle 3 del mattino per andare in aeroporto, restituire la macchina e ripartire per l’Italia.
Dove Abbiamo Dormito in Scozia
Durante il nostro viaggio in Scozia, abbiamo soggiornato in alcuni hotel e locande che meritano una menzione speciale:
- Holiday Inn Glasgow – City Ctr Theatreland, Glasgow – Hotel in posizione centrale, con parcheggio auto convenzionato e colazione continentale, assolutamente consigliato.
- Cluanie Inn, Loch Cluanie – Albergo sul lago Cluanie nel bel mezzo del nulla, con parcheggio, un ristorante accogliente per la cena e ottima colazione inclusa. Le camere in puro stile nonna scozzese e la posizione strategica lo hanno reso il luogo perfetto per continuare il nostro tour.
- Kyle Hotel, Kyle of Lochalsh – Questo hotel ci ha accolto con il suo fascino nascosto. All’apparenza piccolo, nasconde un numero indefinito di stanze. Dopo un lungo viaggio, abbiamo apprezzato la possibilità di cenare nel pub dell’hotel, gustando la deliziosa zuppa, fish and chips e una torta salata con carne.
- The Globe Inn, Aberdeen – In questa deliziosa locanda scozzese, situata sopra un frequentato pub, abbiamo trovato camere pulite e curate. L’atmosfera del pub è accogliente e animata da molti scozzesi, il che ha reso la nostra cena particolarmente piacevole.
- Hotel a Edimburgo – L’ultimo hotel del nostro viaggio si trovava a Edimburgo. Dopo aver lasciato i bagagli, abbiamo esplorato la città e gustato una cena indimenticabile da Skuah, un ristorante raccomandato dalla guida Michelin. Anche se l’arredamento nero poteva sembrare angusto, si è rivelato sofisticato e romantico, offrendo un perfetto finale per il nostro viaggio.
- Leonardo Royal Edinburgh Haymarket, Edimburgo – L’ultimo hotel del nostro viaggio è molto vicino al centro della città con stanze curate e parcheggio disponibile.
Ogni alloggio ha aggiunto un tocco unico alla nostra avventura scozzese, facendoci sentire accolti e pronti a scoprire sempre di più di questo affascinante paese.
Riflessioni e ricordi della Scozia
Il nostro viaggio in Scozia è stato un’avventura indimenticabile, ricca di paesaggi mozzafiato e storia affascinante. Abbiamo esplorato l’isola di Skye, con le sue viste spettacolari e il suggestivo Neist Point. Siamo stati affascinati dai castelli di Dunvegan e Eilean Donan, nonostante alcuni fossero chiusi per manutenzione. Il Loch Ness ci ha regalato una giornata magica, mentre le rovine dell’Urquhart Castle ci hanno immersi nella storia scozzese.
Ad Aberdeen abbiamo apprezzato l’energia della città e il fascino del Dunnottar Castle, arroccato su una scogliera a picco sul mare. La nostra tappa finale a Edimburgo ci ha portato a scoprire la sua storia e la sua vibrante cultura, con un’indimenticabile cena al ristorante Skuah per concludere il viaggio in bellezza.
Questo viaggio ci ha regalato ricordi preziosi e la voglia di tornare presto in questa terra incantata.
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